domenica 5 giugno 2016

"Un pensiero al giorno" 70 - "De-perfezionati e felici"

"Un pensiero al giorno"

70 - "De-perfezionati e felici"

Quel che spesso ci frega, a noi umani, è l'idea di perfezione. Anche in questo, dovremmo accettare l'insegnamento delle nutrie. Non che siano bestiole particolarmente confusionarie o difettose. Come tanti altri animali, anche loro hanno pregi e magagne etologiche nella media.

Tuttavia nelle nutrie, loro malgrado, risultano confuse due cose: la sorte bizzarra che le ha portate a vivere dove mai avrebbero voluto (in Italia o altre regioni europee); e poi, l'idea distorta che gli abitanti di tali posti per lei "alieni", si sono fatta della nutria.

In questo senso, la nutria è fortemente imperfetta, eppure nella sua figura si addensa una dignità notevole. Ha fatto dell'imperfezione virtù e agli occhi di chi sa vedere, s'è mutata in una Cenerentola del mondo animale (dalla folla di aspiranti fucilieri, sono in tanti infatti coloro che si distaccano con decisione, volendole bene).

La nutria è un tipo di Cenerentola pronta in ogni momento a sentir scoccare la mezzanotte, con le zucche che non erano diventate carrozze, ma sono rimaste sempre le crape degli uomini.

I quali uomini, dal canto loro, sono fissati con questa chimera della perfezione. E finché la questione rimane calmierata dalla consapevolezza dell'irraggiungibilità, può essere considerata anche cosa nobile. Chiunque, sul piano di una "tensione ideale", deve asintoticamente aspirare sempre al meglio di sé, pur sapendo che la realtà non sarà mai esente da difetti e limitazioni.

I guai nascono con certi tizi convinti di poter trasformare la perfezione in cosa concreta. Si creano allora, nelle menti, forme di assolutismo, intransigenze del pensiero, anche molto pericolose.

Viviamo dunque le nostre vite con dedizione, passione e amore per la bellezza, ma assumiamo la nutria a maestra di imperfezione. E se ci sembrerà di sentir crescere i baffoni e i dentoni arancio davanti, non avremo che da essere contenti.


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