martedì 28 giugno 2016

"Un pensiero al giorno" 91 - "Ma la figh-fit!"

"Un pensiero al giorno"

91 - "Ma la figh-fit!"

Ieri è successo uno sconquasso socio-politico-economico di portata storica e io ho parlato di lucertole. Lo so, la si potrebbe prendere come imperdonabile superficialità. Ma assicuro tutti che così non è.

Non crediate che non abbia vissuto con apprensione e preoccupata sorpresa gli eventi successi. Ho seguito le notizie, ho visto trasmissioni alla tele in merito, ho letto opinioni su internet, articoli.

Sono stato anche tentato di scrivere un paio di battute "urticanti", qualche buona frase di sarcasmo risentito. Ma poi ci ho ripensato, perché alla fine solo di quello, per l'appunto, si sarebbe trattato: di risentimento, inutile e gratuito.

Una cosa da dire è che non mi sento sufficientemente preparato in materia per poter capire bene tutti i risvolti di quanto è accaduto. Allora mi affido un po' a un tipo di considerazioni che mi piace spesso fare e che si possono catalogare fra quelle di natura universal-filosofica.

Per il poco che ne so, per quello che posso concludere dopo aver ascoltato e letto (certo, non a sufficienza, ma un po' l'ho fatto), i britannici hanno fatto una pessima scelta (e vi chiedo di rendermi merito dell'uso di un aplomb molto british, che se dovessi dare retta agli impulsi più diretti, sarebbero soltanto insulti su insulti).

Quello che si è verificato sembra l'esito di una serie di non-sensi epocali, dei quali i nostri lontani pronipotini potranno meravigliarsi con non pochi sorrisi, leggendoli un giorno sui libri di storia. Ma per il momento la faccenda è piuttosto drammatica e ce la dobbiamo sciroppare noi. Ci è toccata.

Non ci sarebbe spiegazione logica plausibile per come sono andate le cose, se non ricercandola nell'imbufalimento mentale derivato dalla disinformazione, dalla dittatura "luogo-comunista", dall'elevamento illusorio e miope del discorso da bar al grado di un ragionamento degno di rispetto.

Però (e qui entra in gioco il fattore filosofico), per non perdere del tutto le speranze, per non abbattersi completamente, voglio pensare una cosa che magari non avrà un'immediata verificabilità logica, ma che può aiutare a profilare una certa prospettiva degli eventi (per quanto al momento ancora del tutto nebulosa e di là da venire).

La storia ha dimostrato più volte di non seguire percorsi lineari. Momenti che sembravano inaugurare nuove albe radiose per l'umanità, si sono rivelati forieri di conseguenze negative, e viceversa.

L'esempio più clamoroso ce lo offre il tentativo di realizzazione in Terra del cosiddetto "socialismo reale": se ci fate caso, sia il suo inizio, sia la sua fine, hanno largamente sbaragliato le previsioni. Il Comunismo ha seminato morte e dolore quando è stato introdotto, ma, con modalità diverse e inattese, anche quando è stato archiviato.

Insomma, il succo del discorso è che la storia va avanti anche (e forse soprattutto) a colpi di follia o, se vogliamo essere meno drastici, di eventi aleatori. E una scelta che sul momento appare la più demenziale possibile, magari un giorno potrà portare a conseguenze non così disdicevoli. Fermo restando che affidarsi a umori imprecisati rimane un errore da rifuggire con ogni forza del pensiero (in altre parole, stanti tutte le opzioni a disposizione di una mente ragionevole, gli inglesi "pro uscita" le hanno scartate tutte).

Detto ciò, mi voglio togliere lo sfizio di chiudere con una delle battute grevi che avrei sparato se mi fossi affidato solo alla reazione d'istinto. E scusate tanto, cari inglesi, ma ve la volete prendere tutta e solo voi la soddisfazione di ragionare col culo? Eh no, eh...lasciatene un po' anche a me.
Allora, gira voce che, nei tre mesi utili per formalizzare le dimissioni, il premier Cameron (per chiudere proprio col botto) indirà un nuovo referendum: se vinceranno gli "stand still", nulla cambierà, ma se prevarranno i "turn", tutte le cittadine britanniche saranno obbligate a girarsela in orizzontale. Insomma, dopo la Brexit, sarà la volta della "figh-fit".


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